Se due che come noi: la mia recensione

E niente, vorrei recensire questo libro ma è già sul comodino di Sgretis. Penso che non sia affatto un libro per una bimba di 10 anni, ma impedirle di leggere mi è sempre risultato impossibile. Proprio non ce la faccio fisicamente, la guardo bellissima che annusa la copertina, la vedo incuriosita, i suoi occhi vispi dietro gli occhiali, quella chioma bionda e liscia che chissà da chi l’ha presa e le mie mani si sciolgono come miele nello yogurt. “Prendilo Sgretis – le ho detto – sei perfettamente in grado di capire. Quello che non capirai resterà in sospeso finché non sarai pronta“.

Questo libro è la storia romanzata di una coppia che ormai fa parte di quegli amici virtuali che molti di noi hanno (Likemiljian).

Per 3 anni hanno fatto il giro del mondo, ora da un anno vivono a Bali, perché 2 dei loro tre bambini sono in età da scuola, e ci tenevano a stare fissi in un posto per un po’. O almeno questa è l’idea che mi sono fatta io seguendoli sui social, guardando le loro stories, sentendo le loro voci all’altro capo del mondo che raccontano di una vita coraggiosa, multiculturale, semplice e allo stesso tempo ricchissima.

Lui francese e lei italiana hanno fatto sicuramente una scelta anomala, scommettendo tutto sulla propria forza, sulla loro unione, e soprattutto sulla loro libertà. Seppur così lontani, io li sento vicinissimi. Forse ci siamo conosciuti e non lo sappiamo.

Quando io e il Micio a neanche 30 anni abbiamo deciso di prenderci una casetta tutta nostra a Bruxelles, con il parquet scricchiolante e un armadio a muro mansardato dipinto a mano da me (da me! Immaginate l’obbrobrio, con tre colori improponibili), un nostro caro amico belga ci disse: “Pensavo che la strada giusta, alla nostra età, fosse solo la mia. Mi voglio godere le uscite, le birre, le ragazze, e poi quando sarò grande mi sistemerò. Invece il vostro amore mi dimostra che già alla nostra età c’è un’altra via, e che non deve essere per forza noiosa, o da vecchi, o sbagliata. Siete coraggiosi ragazzi, ma la determinazione nei vostri occhi è abbastanza per sapere che non vi state sbagliando”.

Quella conversazione mi è tornata in mente leggendo questo libro, che per me è prima di tutto un inno alla gioia, ai valori veri, al rispetto, alla costruzione della coppia giorno per giorno, alla voglia di fare cose insieme, di cambiare il mondo, di sognare, di educare i bambini alla felicità, e di costruirsi un proprio piccolo universo per sentirsi a casa ovunque si sia. Ovunque si vada.

Pur raccontando gli alti e bassi, gli avvicinamenti e gli allontanamenti all’interno di una giovane coppia in costante evoluzione, Micaela Miljian Savoldelli racconta con grande semplicità l’importanza del costruirsi vicini, giorno dopo giorno, ovunque si sia.

Nel libro di questa giovane donna ci sono infiniti insegnamenti, soprattutto per chi magari ancora non si è mai allontanato da casa, o non si è mai sentito regista della propria vita. E’ un libro per chiunque abbia voglia di emozionarsi, di lanciarsi nella sua avventura, di prendere le cose in mano, di crederci e di sperimentare come chi il mondo lo cambia ogni giorno, con piccole o grandi scelte.

E io mi sento un po’ così, con il Micio, pur avendo fatto una strada molto diversa da quella di Micaela e Julien. Alla soglia dei 40 anni se penso a tutto quello che abbiamo combinato, alle case, ai sacrifici, alla distanza tra noi e all’incredibile sinergia di intenti e complementarietà di caratteri, nonché alla piccola grande tribù che con un po’ di coraggio – e tanta stanchezza – abbiamo creato, insieme, mano nella mano, mi sento molto grata. Nessuno ci ha insegnato ad essere intraprendenti. A fidarci l’uno dell’altro. Noi siamo quello che ci accade, é proprio vero.

Le ultime pagine sono una serie di chicche dedicate ai loro figli. Potrei citarne molte, ma tra tutte: « Non aspettate mai che vi si inviti a tavola ma siate sempre coloro che aiutano a cucinare » e « Non esiste il fallimento. Esiste solo la paura di imparare ». E ancora: « Di fronte a ogni scelta non dimenticate l’umiltà. Ciò che fa un essere umano non è la sua grossa macchina ma a quante persone ha insegnato ad andare in bicicletta ».

Questo libro é un manifesto. Da leggere a qualunque età, anche se forse avrei preferito averlo a disposizione vent’anni fa. Un libro così mancava nel panorama delle letture della nostra generazione.

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