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Le assaggiatrici – La mia Recensione

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“Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame.”

Ho letto questo libro un anno fa. Ieri mi è capitato di ascoltare il podcast di Pablo Trincia “Il dito di Dio” sul naufragio della Costa Concordia il 13.01.2012. La ricostruzione di quel disastro mi ha ricordato gli istinti primordiali, quelli embrionali e adrenalinici che colgono donne e uomini che si trovano in situazioni estreme, in cui la sopravvivenza è l’unica priorità. Questo romanzo, per me, parla soprattutto di questo.

Le assaggiatrici è un libro emozionante, fatto di complicità e rivalità nascoste, di sospiri e di SS, di sopravvivenza e tensione. Come abbia fatto Rosella Postorino, così giovane e così audace, a ricostruire un’epoca lontanissima dalla sua, e ad immedesimarsi così bene nell’animo dei suoi personaggi femminili, proprio non lo so. Ammirazione infinita. Lei è una donna classe 1978, con un’energia traboccante, occhi appassionati e grandissimo talento: sentirla parlare in un’intervista del suo libro “Le assaggiatrici”, vincitore del Premio Campiello, mi ha fatto respirare passione e dedizione, sacrificio e necessità creativa.

È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo.

Nell’ambiente grigio e sterile della mensa delle SS, Rosa è obbligata ad essere una delle ‘assaggiatrici’: le ordinano di mangiare il cibo che sarà destinato al Fuhrer per assicurarsi che non sia avvelenato. Lei e le altre prescelte vivono i morsi della fame, e per sopravvivere nel mondo assurdo e irreale di quei tempi sono costrette ad assaggiare quotidianamente cibi che potrebbero ucciderle.

Si creano alleanze, tensioni, rivalità, forse amicizie. Si possono creare rapporti sinceri in una tale situazione? Quanti sentimenti sotterranei e mal taciuti si celano tra gli sguardi delle assaggiatrici? Quale confine separa l’umanità dalla disumanità?

Rosella Postorino ci accompagna in un viaggio profondo, intimista, ambiguo, come solo le esperienze più estreme sanno essere. Quelle che mettono a nudo l’animo umano che diventa davvero difficilissimo da giudicare. Come lettrice mi sono sentita sul bordo di una falesia, quella della collusione con il Male, dell’istinto di sopravvivenza a ogni costo, del Mors Tua Vita Mea giustificato e giustificabile, solo per potersi sentire ancora tra i privilegiati della Storia, ovvero tra i vivi. Da leggere.

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