Un’ultima lavatrice e poi comincio. Anzi no. Come il coaching aiuta la produttività in Smart working

Uno dei problemi che mi vengono riportati più spesso legati allo Smart working é la difficoltà nel restare focalizzati e concentrati, anche quando c’é la lavatrice da fare, i bambini sono a casa da scuola, il marito é un’ora che é in call a parlare di cifre.

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Le sfide del lavoro pre covid sono amplificate da una situazione in cui ormai da troppo tempo non vediamo i nostri capi se non sporadicamente, in cui i colleghi sono degli avatar dietro uno schermo, e in cui ci sentiamo sempre più distaccate dalla visione di un’azienda che sembra essersi magicamente dissolta.

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Oggi più che mai – se il lavoro ci piace – é importante continuare a sentirci coinvolte, trovare il modo di farci ascoltare anche se non possiamo fisicamente bussare alla porta di un altro ufficio o se non possiamo trovarci casualmente alla macchinetta del caffè allo stesso tempo di quella o quel collega.

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Ci sono delle strategie mentali per restare ancorati a ciò che ci ha portato nella nostra posizione. La resilienza si allena, ma bisogna saper prendere consapevolezza e promuovere la motivazione, sapere cosa ci smuove e cosa invece blocca il flusso della nostra produttività.

Il coaching non dà risposte ma prende in carico il problema, ci permette di dedicarci e dedicargli del tempo senza interruzioni, ci pone le giuste domande per capire davvero dove siamo oggi e dove vogliamo essere domani.

#coaching #strategiementali

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