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Agire prima di tutto! – Ogni momento è un nuovo inizio

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Ogni momento è un nuovo inizio. Io ci credo e tu?

E’ ovvio che ci credo, è evidente da come vivo la mia vita, i rapporti con gli altri, le relazioni professionali e quelle personali, è evidente da come reagisco alle delusioni e alle decisioni da prendere.

Lo scorso fine settimana mi è successo di provare una sensazione di disagio e di grosso fastidio come non mi accadeva da tanti anni. Un’amica si è molto arrabbiata con me. E giustamente, aggiungerei. Mi sono sentita sbagliata e fatta male come non mi accadeva da tempo.

Qualche settimana fa avevamo pensato di organizzare una vacanza in montagna, tra le altre cose per far passare del tempo insieme ai nostri figli. A maggio, presa nel vortice dell’organizzazione di giugno con le scuole chiuse, delle iscrizioni ai centri estivi, dei moduli da firmare, delle caparre da pagare, dei vari tasselli da inserire nella nostra vita con 4 figli e poco tempo libero, ho pensato che quella ‘vacanza’ sarebbe stata troppo faticosa. Per me avrebbe significato stare coi 4 bambini mentre mio marito lavorava nell’anelata solitudine di Milano, e così, colta da molte proposte di intrattenimento figli in città, li ho iscritti dappertutto e di quel programma con la mia amica mi sono dimenticata. O meglio, mi sono autoconvinta che lei in montagna sarebbe andata lo stesso, e che avrei dovuto semplicemente avvisarla del mio cambio programma.

Ho messo quella settimana in montagna nel cassetto etichettato come ‘troppa fatica’, l’ho coperto con un po’ di cartacce e ho fatto finta, inconsapevolmente, di non aver mai parlato di quella settimana.

Siccome un angolo del mio cervello sapeva che avevo ribaltato la realtà come mi veniva comodo, ovvero avevo nascosto un tassello dell’organizzazione sotto il tappeto, per sopravvivere al grande carico mentale che sto vivendo in questo periodo, ho continuato a non affrontare quel pensiero, e il suo conseguente disagio. Ho continuato a procrastinare il momento in cui avvisare la mia amica del mio cambio di programma, fino a quando per caso, scambiandoci due messaggi su whatsapp, a cuor leggero le ho detto che in montagna noi non saremmo andati. A cuor leggero davvero, ormai mi ero convinta del fatto che – forse – mi sarei potuta aggregare a un suo programma, rifiutando l’idea che lei potesse contare su di me, e dimenticandomi completamente i piani congiunti iniziali.

Apriti cielo, giustamente! La mia amica ha sentito una forte mancanza di rispetto, è rimasta completamente destabilizzata dal fatto di essere lasciata sola in quella settimana, non aveva parole per esprimere la sua delusione e la sua incredulità.

Non so se vi capita, ma a me sì. Mi capitava soprattutto in gioventù. Quando qualcuno che mi vuole bene se la prende con me vedo quasi esclusivamente le sue ragioni. ‘Sento’ i suoi sentimenti feriti, me ne dispiaccio e mi colpevolizzo di tutto. In questo caso, quindi, ero anche io senza parole. Non sapevo più come scusarmi, era come se mi avessero risvegliata con una padellata in testa da un sonno profondissimo.

Una volta ripresa dallo shock, una volta elaborati i pensieri più tragici (non la vedrò mai più, non valgo niente, sono una persona inaffidabile, sono un’egoista, non so comunicare ecc ecc), aiutata dall’usuale e prezioso realismo di Michele, ho rimediato facilmente annullando l’iscrizione al centro estivo della settimana in questione, mi sono cominciata ad organizzare per il soggiorno in montagna, e ho confermato alla mia amica la nostra presenza. Sì, sarà faticoso, ma sarà anche divertente, saremo insieme e costruiremo ricordi che abbiamo rischiato di perdere.

Cos’ho fatto, in pratica? Ho risettato il mio mindset su quella ‘vacanza‘. Mi sono scusata, ci siamo capite, ma soprattutto, al di là delle parole che le posso aver detto, HO AGITO.

Anni fa non so se l’avrei fatto. Sarei stata più a mio agio in un vittimismo cieco, raccontando questa storia e dicendo a tutti quanto fosse colpa mia, quanto fossi stata superficiale e poco attenta agli altri. Mi sarei detta tante cose negative, che non avrebbero portato benefici, e AVREI LASCIATO LA SITUAZIONE IRRISOLTA. Ho perso ben due amicizie importanti, negli anni, – NON -AGENDO in questo modo.

Oggi ho imparato l’importanza dell’agire. L’importanza dell’essere definiti da ciò che FACCIAMO e non solo da ciò che DICIAMO o PROVIAMO. Posso essere la persona più sensibile del mondo, ma se a un mio errore reagisco solo con un forte senso di colpevolezza, mi fustigo e parlo male di me e non FACCIO NIENTE per rimediare alla situazione perderò un’occasione preziosa. L’occasione di mostrare a me stessa che nella mia imperfezione cerco di fare del mio meglio, l’occasione di dire ai miei figli che un’amicizia vale più di un litigio o di una strigliata, che anzi gli amici sono proprio quelli che ti possono urlare in faccia la loro delusione per farti tirar su la testa e ripartire migliore. Gli amici di oggi non sono quelle uniche piante resistenti in un terreno seminato negli anni. Sono quelle piante che ti sei scelto, e hai annaffiato, hai curato, con cui hai parlato, che hai consolato, per cui ci sei stato.

Gli altri possono fare molto per noi, ma noi dobbiamo imparare che l’AZIONE vale più delle PAROLE. Ogni momento è quello buono per AGIRE, per fare un piccolo passo verso il miglioramento di noi stessi, ogni momento è un nuovo inizio. Io ne sono convinta!

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